Bucchero, famiglia e identità
da tre generazioni
Antonio Maria Rossi
1932 / 1969
Nato a Gubbio il 27.09.1907, conseguì nel 1928 il diploma all’Istituto Statale d’Arte di Perugia, dove nello stesso anno ottenne il titolo di “capo d’arte del marmo e della pietra” e nel 1932 presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia la “licenza del Corso Speciale di Scultura”. Dal 1937 ha insegnato in vari Istituti Eugubini dal Liceo al Magistrale alla scuola Media sino al 1969 anno in cui morì. Assieme al fratello Carlo Alberto, sulla scia della sperimentazione sulla ceramica nera del tipo bucchero etrusco condotta dal Prof. Polidoro Benveduti dà origine nel 1932 ad un laboratorio. Agli inizi degli anni quaranta, Antonio porta nella plasticità dell’argilla la sua creatività e la tecnica della ceramica nera diviene la sua preferita. Le sue creazioni hanno ottenuto notevoli apprezzamenti anche a livello internazionale tanto che le sue opere sono esposte al Museo dell’Artigianato di Valencia in Spagna.
1969 / 2014
Rimasta vedova in giovane età dopo la scomparsa di Antonio Maria Rossi, Assunta Monacelli ha continuato da sola l’attività di famiglia rappresentando per circa un cinquantennio l’elemento promotore al femminile della lavorazione del bucchero. Il suo impegno costante e la sua passione ha reso possibile la prosecuzione dell’attività artigianale del laboratorio che, grazie alla sua dedizione e alla sua abilità nel lavoro manuale ha raggiunto standard qualitativi elevati. Il suo operato si incentra principalmente nella lavorazione e la sua figura diventa immagine collettiva nella comunità eugubina. Lo stesso laboratorio in quegli anni è luogo di incontro e di scambio, un punto di riferimento tra i commercianti e gli abitanti eugubini. La sua operosità le è valsa l’onorificenza di cavaliere dell’artigianato nell’anno 1977.
Assunta Monacelli
1980 / 2019
"Sono stato architetto, occupandomi di creare senso e armonia nello spazio costruito, ma da qualche anno ho spostato il mio campo di interesse nella ricerca di nuove forme espressive che uniscano la tradizione artigiana con lo stile contemporaneo. Per questo sono tornato alle origini familiari, all’artigianato, con rinnovata passione. Occuparmi del laboratorio di famiglia fondato da mio padre è per me un impegno avvincente, che mi invoglia a cercare nuovi equilibri nella purezza e nella linearità delle forme. Il binomio ceramica-architettura accompagna da sempre il mio lavoro e mi aiuta ad alimentare il sano 'cortocircuito creativo' che contraddistingue le mie opere in bucchero, di cui non potrei mai e poi mai farne a meno.”
Gaetano Rossi
Oggi
Oggi, la direzione artistica è affidata all'Architetto Paolo Spinelli, compagno di Letizia Rossi che, insieme alle eredi Letizia Rossi e Adelaide Procacci, porta avanti con dedizione la tradizione del bucchero. Questo passaggio alla terza generazione assicura non solo la continuità, ma anche l'evoluzione di un patrimonio culturale unico e prezioso, mantenendo viva l'arte e la cultura del bucchero attraverso innovazione e tecnica tradizionale.
Gaetano Rossi e Paolo Spinelli